“Un libro straordinario, che raggiunge i più alti livelli dell’espressione poetica, in assoluto. Leggendo sono rimasto incantato da un simile prodigio.”
(Cesare Viviani)

 

“La nuova nascita Giovanna Cristina Vivinetto ce la racconta col ritmo serrato e affascinante della sua dolente lingua poetica.”
(Dacia Maraini, Il Fatto Quotidiano)

 

“Pochi libri in versi degli ultimi anni hanno saputo raggiungere come Dolore minimo una compattezza tanto estrema.”
(Alberto Bertoni, La Stampa)

 

“Un attraversamento esistenziale, che di rado si sperimenta e altrettanto di rado si registra in poesia, vissuto con una maturità artistica davvero impressionante.”
(Renato Minore, Il Messaggero)

 

“Ha dell'incredibile come un piccolo libro di poesie stia spostando equilibri ritenuti inscalfibili. Questo miracolo ha un titolo: Dolore minimo.”
(Fabio Francione, Il Manifesto-Alias)

 

“Una raccolta di componimenti la cui unicità, nel panorama lirico italiano (e non solo italiano), è nella capacità di ordire una narrazione in versi della complessa condizione transessuale.”
(Claudo Finelli, Il Manifesto-Le Monde Diplomatique)

 

“La transessualità e la metamorfosi che ne è conseguita, Vivinetto ha deciso di raccontarla in versi. Una scelta felice per trattare un argomento tanto intimo, essenziale e misconosciuto che le ha permesso di consegnarci un diario coinvolgente, capace di avvicinare al dilemma di chi non si ritrova nel suo genere.”
(Lara Ricci, Il Sole 24 Ore)

 

“Raro caso dove il corpo del poeta contiene e confronta se stesso con l’unità della fioritura poetica.”
(Elio Grasso, Poesia Crocetti)

 

“Diario in versi intimo e delicato, che si fa testimonianza di una metamorfosi dolorosa e necessaria al tempo stesso.”
(Il Libraio)

 

“Giovanna Cristina Vivinetto ha scritto, accolto come rivelazione dell’anno, un diario in versi che infrange un tabù.”
(Adelaide Barigozzi, Cosmopolitan)

 

“La voce giovane e matura di Giovanna Cristina Vivinetto sa fare dono della sua esperienza sofferta agli altri, anche a chi non capisce, a chi teme, a chi giudica.”
(Alida Airaghi, SoloLibri)

 

“Pagina dopo pagina il mistero si svela, si comprende quale sia quel "dolore minimo" da attraversare per arrivare alla luce.”
(Ilaria Finotti, Leggere Tutti)

 

“Offrendo il suo stesso travaglio interiore, Vivinetto invita il lettore a perdersi tra le parole per ritrovare brandelli della propria vita.”
(Marzia Apice, Ansa)

 

“La penna di Giovanna Cristina Vivinetto è gentile a tratti, precisa, pulita; come fosse un bisturi che recide senza lasciare margini di errore.”
(Francesco Borrasso, Sul Romanzo)

 

“Un successo e un’attenzione con pochi precedenti fra le opere uscite nel nuovo millennio.”
(Alberto Bertoni, Premio Ceppo Poesia)

 

“Dolore minimo è la raccolta di poesie più premiata dell’ultimo anno.”
(Pietro Berra, La Provincia)

 

“Un unicum nel panorama poetico italiano contemporaneo perché tenta un compito difficile e delicato: la creazione di una tradizione poetica “transessuale”.”
(Dario Accolla, GayPost)

 

“La raccolta ha già forma compiuta di canzoniere che racconta, con sorprendente maturità poetica e umana, la transessualità come una storia di rinascita e individuazione.”
(Simonetta Giovannini, Viandanti)

 

“Non ha esitazioni Giovanna Cristina Vivinetto, la voce ferma di chi ha lasciato la sofferenza alle spalle.”
(Stefania Parmeggiani, La Repubblica)

 

“Uno dei connotati che più contraddistinguono questo libro è proprio la delicatezza del dettato, la totale assenza di eccesso.”
(Alessandro Canzian, Laboratori Poesia)

 

“La poesia, a volte, è scintilla di rivoluzione.”
(Elisabetta Bucciarelli, BookBlister)

 

“Settanta intense poesie per raccontare con uno stile diretto come si passa da Giovanni a una nuova identità.”
(Annarita Briganti, La Repubblica Milano)

 

“Dolore minimo è una raccolta che sbalordisce per la maturità estetica e di contenuto in un’autrice di appena ventiquattro anni.”
(Antonino Cangemi, Sicilia Informazioni)

 

“Vivinetto ha scritto un libro necessario, sicuramente per lei, ma anche per chi avrà il coraggio di accostarsene.”
(Antonella Lucchini, Mangialibri)

 

“Sentiremo ancora parlare e per molti anni di questa poesia. Il fuoco che porta Giovanna Cristina Vivinetto non è destinato a spegnersi.”
(Bruno Bartoletti, Il Convivio)

 

“Un po' Tiresia, un po' scherzo di natura montaliano, Giovanna trova pace vera nella sua voce.”
(Luca Mastrantonio, Corriere della Sera-Sette)

 

“Vivinetto scrive l’apologia pagana della trasformazione, mentre la sensibilità della sua scrittura è moderna, in grado di convalidare per il presente il meglio della poesia novecentesca.”
(Carlo Alberto Sitta, Steve)

 

“Dolore minimo è attualmente l’esordio poetico dell’anno e forse anche uno di quei pochi libri destinati a rimanere nel tempo.”
(Antonio Merola, Pioggia Obliqua)

 

“È la prima esperienza italiana di poeta transessuale.”
(Gabriella Musetti, Leggendaria)

 

“Vivinetto non va alla ricerca del termine raro capace di “sbrogliare gli anni subiti”, piuttosto scova la parola spietata e comune.”
(Daniela Sessa, SicilyMag)

 

“Dolore minimo è la lucida testimonianza poetica di una resistenza, di uno splendere nuovo forte della sua flessuosa “diversità”.”
(Paolo Lago, Carmilla online)

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